Risparmio Energetico
Risparmio Energetico
Risparmio energetico
Decreti legge
| Mai come in questi anni si è sentita l'esigenza di mettere al centro di discussioni politiche, economiche e sociali il tema della tutela dell' ambiente e della sua compatibilità con il progresso e lo sviluppo della nostra civiltà. Uno sviluppo sostenibile che la World Commission on Environment and Development (WCED) definisce come: "Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri". Ed una delle condizioni fondamentali per garantire la soddisfazione dei bisogni di oggi e di domani è senza dubbio la disponibilità di energia, tema centrale per le politiche di sviluppo sia mondali che europee. Tanti i punti critici che devono essere affrontati per risolvere la questione energetica: il costo crescente delle principali risorse, l'incertezza degli approvvigionamenti, causata dall'instabilità politica di alcuni grandi Paesi produttori, i maggiori consumi di grandi Paesi come l'india e la Cina, le maggiori esigenze, in termini di benessere e qualità della vita, dei Paesi in via di sviluppo. Tutte criticità che si sommano alle problematiche ambientali e all'esigenza di ridurre drasticamente i volumi di emissioni nocive in atmosfera allo scopo di evitare l'effetto serra e il surriscaldamento del pianeta. La preoccupazione per i mutamenti climatici ha portato più di 140 Paesi alla ratifica del Protocollo di Kyoto, entrato in vigore nel febbraio del 2005. L'impegno dell'Europa prevede una riduzione delle emissioni deli' 8 % per l'intera Comunità con un contributo dell'italia pari al 6,5%. Il contributo dell'edilizia Direttiva Europea 2002/91/CE EPBD L'edilizia è un settore essenziale per il contenimento dei consumi energetici dato che, da solo, è responsabile di circa il 40 % dei consumi europei e di circa il 30% delle emissioni di C02. Per far fronte agli obiettivi del Protocollo di Kyoto l'Unione Europea ha emanato nel 2002 la Direttiva detta EPDB Energy Performance of Building Directive. La Direttiva si propone di limitare gli sprechi adottando una metodologia comune di calcolo dei consumi energetici, fissando dei requisiti minimi di efficienza per gli edifici nuovi e ristrutturati di notevole metratura e introducendo l'obbligo di certificazione energetica che, sul modello di quanto avvenuto per gli elettrodomestici, stimolerà il mercato a premiare gli edifici più efficienti. La Direttiva europea è stata recepita in Italia dal Decreto Legislativo 192 del 19 Agosto 2005 modificato e integrato dal Decreto Legislativo 311 del 29 dicembre 2006. Nelle nuove prescrizioni è stato giustamente valorizzato il ruolo dell'isolamento termico degli involucri edilizi e sono stati fissati, in funzione delle diverse zone climatiche, i limiti di trasmittanza massima di pareti, pavimenti e coperture (U in W/m2K, vedi tabelle). Un'impostazione che consente di evidenziare meglio le diverse prestazioni dei materiali e di sfruttare i vantaggi che derivano dall'impiego dei materiali isolanti più efficaci. Tra questi, il poliuretano espanso rigido che, grazie al suo basso valore di conducibilità termica, permette di ottenere il valore di trasmittanza richiesto impiegando spessori ridotti. Un vantaggio che permette di migliorare il rapporto tra volume edilizio e spazio abitativo, di limitare gli oneri di trasporto e installazione del materiale grazie ai volumi e pesi ridotti. Va ricordato inoltre che ottenere lo stesso livello di efficienza energetica impiegando una minore quantità e volume di materiale si traduce in un minore impatto ambientale dell'intero edificio. |
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