Soluzioni per l'isolamento di coperture, pareti e pavimenti

Soluzioni per l'isolamento di coperture, pareti e pavimenti

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Anche oggi noi di Venest ci siamo. Anche lavorando da casa possiamo continuare a implementare la nostra rubrica incuriosendovi, se non siete del mestiere, con temi o dettagli sempre e comunque di attualità. Oggi vi proponiamo una lettura semplice e interessante relativa all’isolamento termico della casa, ma potrebbe essere anche di un condominio, illustrandovi le analogie e le differenze tra l’isolamento di pareti esterne e interne.

Isolare gli edifici, pubblici o privati che siano, è sempre una buona idea, questo sia in termini di consumo che di guadagno in benessere. Quindi, quando intervenire dall’interno dell’immobile e quando dall’esterno?

 

Il cappotto interno

Questo tipo di applicazione risulta ideale in quei contesti dove gli interventi appaiono limitati. E nel caso di abitazioni site in centri storici e che non godono, quindi, di sufficiente spazio esterno per poter intervenire, o di immobili soggetti a vincoli architettonici che negano qualsiasi tipo di operazione. Va da sé che una facciata affrescata mai potremmo coprirla con pannelli isolanti.

Allo stesso modo, il sistema di isolamento a cappotto interno è preferibile in quelle situazioni in cui è richiesto un riscaldamento celere, ad esempio spazi che si utilizzano per poche ore e non tutti i giorni e per i quali non ha senso coinvolgere l’inerzia termica delle pareti.

I materiali che si usano sono gli stessi del cappotto esterno ma, ed è intuitivo, meno spessore a parità di isolamento è sempre la scelta vincente. Inoltre, è interessante la leggerezza del sistema Venest resa possibile dall’innovativa struttura a celle chiuse reticolate che mantiene il materiale ai limiti più bassi della categoria.

 

Il cappotto esterno

ISOCAP8 è il pannello targato FI·VE indicato per i sistemi a cappotto esterno.

Nelle applicazioni questo pannello isolante scongiura la formazione di cavillature antiestetiche e fessure che generano ponti termici e ingresso verso muri di umidità. Queste circostanze derivano solitamente da tensioni interne al pannello, instabilità del materiale o imperfezione nei tagli. Nel caso di ISOCAP8, invece, ciò non avviene per diversi motivi: innanzitutto perché il pannello gode di stabilità dimensionale che sconfigge tensioni di tipo igrometrico o termico e in secondo luogo perché gode di finiture di taglio impeccabili e lisce.

 

Vantaggi del cappotto esterno

Rispetto all’isolamento interno quello esterno permette l’eliminazione dei ponti termici e sfrutta l’inerzia termica dell’involucro edilizio – una volta che ho riscaldato o raffreddato i muri, questi, isolati dall’esterno, mantengono la temperatura – senza contare il fatto che i lavori non comportano disagi in casa e non rubano spazio alle stanze dell’edificio. Potendo contare su pannelli dagli spessori minimi anche gli ingombri esterni salvaguardano l’estetica immaginata dal progettista alla costruzione della casa o palazzo.

Ad ogni modo, qualsiasi sia il tipo di intervento ciò che conta è metterlo in pratica. Un buon isolamento termico migliora la qualità della vita di chi abita l’immobile, garantendo risparmi a lungo termine e costi in bolletta ridotti. Senza contare i bonus fiscali che sono in vigore.

Finita questa drammatica situazione contingente potremo ricominciare a progettare il benessere nelle nostre abitazioni.

Per qualsiasi altra curiosità, visita il sito VENEST.

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